K2 - 2000

Prima Salita Valdostana al K2
Sabato 29 luglio 2000 ore 18.15 ora e giorno della conquista del Nostro K2 8611 mt.


Il K2 con i suoi 8611mt è la seconda montagna del mondo dopo l'Everest e fa parte della catena montuosa del Karakorum al confine tra Pakistan, Cina ed India. La nostra Spedizione era composta dal sottoscritto g.a. Marco Camandona, dalla g.a. Valdostana Abele Blanc e dal Brasiliano Waldemar Niclevicz.

L'itinerario percorso è quello del 1954 denominato "Sperone degli Abruzzi", la via normale più difficile e severa di tutti i quattordici ottomila al mondo.
Lo Sperone degli Abruzzi non è la sola via che porta alla vetta del K2, ma é sicuramente la più sicura, ed è proprio questa caratteristica che ci ha spinto a scegliere questa via. Il percorso si disloca in prevalenza su cresta; inizia con uno scivolo di neve fino al campo 1 a 6100 mt. poi ancora 500 mt. di misto con passi di 3° e 4° grado per poi arrivare al campo 2 a 6600mt. Appena sopra questo campo c'è uno dei passi più difficili della via, il "Camino Bill" con dei tratti di 5° grado su roccia con dei punti di misto e ghiaccio, dopo inizia la "piramide nera" 3°/4° grado fino a quota 7400 dove finisce la parte su roccia.
Da questo punto in su la via è in prevalenza su neve o ghiaccio; ancora 600 mt. di dislivello per arrivare sulla spalla a 8000 mt. dove viene piazzato l'ultimo campo. Poche ore di riposo per poi partire all'assalto degli ultimi 611 mt. Il primo tratto su neve dura e ventata, all'imbocco del passaggio chiamato "collo di bottiglia" la neve inizia ad essere soffice e alta, siamo a quota 8200 mt sopra di noi il seracco pensile di 100 mt. e l'attraversata verso sinistra con la neve profonda quasi alla pancia su un pendio a 50°-55°.
Ancora neve per finire con una placca di ghiaccio; un crepaccio coperto dalle abbondanti nevicate e poi la via diventa un pò più agevole siamo a 100 mt. dalla cima.
Negli ultimi 50 metri la neve é di nuovo alta, fino ad arrivare sulla cresta che porta alla cima; dalla parte opposta, quella cinese, 3500 metri di vuoto... ancora 20 metri quasi in piano per raggiungere il nostro grande sogno la vetta del K2.

La nostra vittoria è stata voluta intensamente sia con lo spirito che con il corpo, a denti stretti abbiamo lottato contro la natura fino a raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissati. Senza soffermarmi nei particolari tecnici, vorrei esprimere a chi legge queste frasi le nostre sofferenze, i timori e le pene di quei momenti drammatici.
Il nostro calvario è iniziato alle ore 4.30 del 29 luglio 2000 a quota ottomilatrecento metri quando neve alla pancia su pendii ghiacciati a 55%, soli, slegati ma uniti l'un l'altro con lo sguardo abbiamo dovuto lottare con tutte le nostre forze fisiche e mentali per raggiungere il grande ed insperato obbiettivo, il K2.

Quegli attimi sono stati vinti soprattutto grazie ad un stretto affiatamento fra me e Abele, legame profondo di un capirsi senza parlarsi risultato di giornate e mesi vissuti insieme in condizioni estreme allietati solamente da una grande passione che ci accomuna: la montagna ...
L'arrivo in vetta (8611mt.) è stato un momento entusiasmante anche se la stanchezza e la mancanza d'ossigeno mi avevano offuscato la lucidità, in effetti, di quei momenti e degli attimi che li hanno preceduti ho solamente dei flash, dei ricordi slegati e non un'immagine continua, però dentro di me ho la consapevolezza di aver realizzato il mio grande sogno.